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venerdì 11 luglio 2008

L'articolo 6 della costituzione italiana nel contesto internazionale

L’articolo 3 della costituzione italiana contiene l’espressione “tutti i cittadini”. Cosa vuol dire? E’ per caso rivolto solo ai cittadini?

DIRITTI CONTENUTI NELL’ARTICOLO 3:

Ø DIRITTI DELL’UOMO: esigibili da tutti

Ø DIRITTI POLITICI: esigibili solo dai cittadini

Tuttavia il termine va rapportato ad un’epoca storica in cui in Italia non esisteva il fenomeno dell’immigrazione (ed anzi vi era molta emigrazione).

Una sentenza della corte costituzionale del 1967 comunque chiarisce che i diritti fondamentali sono riconosciuti a tutti.

Articolo 117 costituzione italiana (terzultimo comma): “le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale, economica e promuovono le parità di accesso tra uomini e donne alle cariche elettive”.

Articolo 6 costituzione italiana: “la repubblica tutela con apposite leggi le minoranze linguistiche”.

La legge 482/1999 fondamentale per la tutela delle minoranze linguistiche compì un iter molto travagliato. La lega nord infatti pretendeva l’inserimento del dialetto piemontese nel novero delle minoranze tutelate, altre volevano includere anche gli stranieri. Nell’enumerazione contenente le minoranze riconosciute, nel progetto originario c’erano anche i rom, poi la lega ha insistito per la loro esclusione ed oggi godono della tutela generica appostata dall’articolo 3 della costituzione (altra popolazione nomade i sinti).

Vi sono però due tesi contrastanti sulla natura dell’articolo 6 della costituzione:

1. Prima tesi (PIZZORUSSO): l’articolo 6 è una specificazione dell’articolo 3, crolla l’equazione eguaglianza = trattamento paritario, si possono compiere delle discriminazioni guidate dal principio della ragionevolezza e della proporzionalità per raggiungere l’eguaglianza sostanziale.

2. Seconda tesi (S. BARTOLE): Questo studioso attivo nel consiglio d’Europa nell’ambito del consiglio consultivo per la convenzione quadro sulla protezione delle minoranze, considera la tutela delle minoranze (e quindi l’articolo 6 cost. it) non come una specificazione del principio di eguaglianza (articolo 3) ma come una eccezione giustificata da vagliare caso per caso. Forse Bartole si rifà alla teoria dell’articolo 3 come diritto soggettivo pubblico.

All’elaborazione della teoria minoritaria hanno contribuito varie entità:

COMMISSIONE DI VENEZIA: organismo interno al consiglio d’Europa che aveva originariamente il compito di aiutare la costituzionalizzazione dei paesi appena usciti dal regime comunista. E’ composta da giuristi indicati dai governi dei vari paesi e nominati dall’assemblea generale del consiglio d’Europa la quale a sua volta è composta dai membri dei parlamenti nazionali (10 deputati italiani).

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