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venerdì 18 luglio 2008

La successione degli stati nei trattati

Principio atecnico della successione necessaria Per i trattati localizzabili, qualunque stato dovesse esercitare la sovranità sul territorio, sarebbe comunque vincolato dai limiti posti dal trattato.

Per i trattati non localizzabili, vi è un ampio potere e vige il à principio della tabula rasa. Gli obblighi previsti in essi normalmente non sono trasmissibili a chi successivamente si trova ad occupare lo stesso posto che occupava lo stato parte del trattato multilaterale dal quale si ha la successione (spesso è per l’appunto un trattato di natura politica, un’alleanza militare, come la concezione di basi militari che uno stato può fare).

Per stati sorti da un processo di decolonizzazione vige il principio della tabula rasa, non è così per gli atri stati, per questi ultimi varrebbe quindi il criterio della successione, anche se la prassi ha evidenziato che non è sempre così.

Gli stati ex coloniali hanno chiarito che in linea di principio non si sentivano successori delle ex colonie, ma ciò non significa che si ha uno stato nuovo non vincolato dagli obblighi dei trattati della ex colonia.

(la GB decise di stipulare tipi particolari di accordi con le colonie, i cosiddetti accordi di devoluzione. L’ex madrepatria s’impegnava a riconoscere l’ex colonia divenuta indipendente l’ex colonia s’impegnava e si obbligava affinché subentrasse l’ex madrepatria nei trattati multilaterali, ossia l’ex madrepatria godeva di sovranità coloniale. Tra l’ex madrepatria e l’ex colonia si stabiliva un trattato di successione, e le altre parti contraenti consideravano un contratto bilaterale quello stipulato tra l’impero inglese e l’ex colonia).

Alcuni trattati multilaterali avevano già previsto norme di successione, la notifica della successione. A seguito di vicende di smembramento, alcuni stati hanno presentato la costituzione di nuovi stati, come avvenne nell’ex Jugoslavia con Croazia, Serbia, le quali hanno effettuato dichiarazioni di successione.

Lo stato predecessore registra un mutamento radicale. Modo di cambiamento radicale e particolarità:

  • Il mutamento radicale di governo non è un sovvertimento radicale nell’organizzazione dello stato, non si passa da una forma di stato ad un’altra ma alla sostituzione che va da un gruppo dirigente ad un altro (maggioranza-opposizione che si alternano al governo, ma è sempre lo stesso stato). Il semplice mutamento della classe dirigente quindi non influenza lo stato.
  • Diverso è quando si ha un passaggio da una forma di stato ad un’altra totalmente diversa (passaggio dalla Monarchia Assoluta russa con lo tsar che ha i pieni poteri alla costituzione di uno stato socialista, l’URSS). Non c’è solo il mutamento della classe dirigente, ma c’è cambio di Stato.

Quando c’è una modifica della struttura interna, la non successione si spiega in due modi:

Ø lo stato che risulta dalla rivoluzione è uno stato nuovo non vincolato dai trattati precedenti

Ø si ha una successione nel debito, il quale si scinde in debito pubblico e debito interno. Gli stati nella sistemazione dell’economia possono riscontrare debiti nelle relazioni internazionali (e possono chiedere un prestito ottenuto dal fondo monetario internazionale) o interne (per l’appunto lo stato può anche provvedere a restituire il debito con i titoli interni, lo stato si fa prestare denaro dai soggetti interni).

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