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lunedì 14 luglio 2008

La Spagna: una tradizione centralista

Nel 1978 viene promulgata la nuova costituzione, quella precedente era repubblicana del 1931, fu sospesa da leggi fondamentali attraverso lo strumento legislativo che non ha rango costituzionale bensì solo sostanziale.

La Spagna arriva dopo ogni evento o boom in confronto ad altri stati, recepisce i cambiamenti un po’ di tempo dopo (come la rivoluzione industriale).

La Catalogna, i Paesi bassi e la Galizia sono forti regioni autonome che hanno sempre contato molto. La Spagna ha una forte tradizione centralista ma all’interno di essa vi sono comunque queste autonomie. Ha un forte sviluppo economico, e le situazioni sorte a fine ottocento e ad inizio novecento vedono soluzioni economiche che hanno come protagonisti proprio la Catalogna ed i Paesi Bassi.

La Spagna è sempre stata un insieme di vari popoli dal punto di vista sociale e storico.

Le lingue parlate sono lo spagnolo (castigliano) come lingua ufficiale, il catalano (valenciano), il basco e il gagliego o galiziano (simile al portoghese).

Intorno al trecento il principato di Catalogna (Barcellona) costituisce una federazione con la Aragona. E’ una unione simile al federalismo, anche se di solito quello che si intende oggi come forma di stato federalista è ben diversa, questa è soltanto un embrione del federalismo odierno. Il regno di Aragona è ricco ed ha un notevole traffico col resto dell’Europa. La Castiglia invece è fatta di piccoli regni che si associano fra di loro (Navarra, Leon). L’Andalusia era araba in quel periodo, come del resto, prima la Spagna stessa era tutta araba per le conquiste subite, poi iniziarono a rivendicare ed erodere i territori diventando una grande potenza.

Nel 1479 si ha il matrimonio tra Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona, e quindi si attua l’UNIONE DELLE DUE CORONE, dando vita alla Spagna moderna. L’Aragona diventa parte della Castiglia come capitale Toledo (solo dopo il seicento Madrid diventerà capitale).

Nel 1492 Colombo conquista l’America con i finanziamenti spagnoli, e vi sarà il seicento che regalerà il massimo splendore alla Spagna.

DECENTRAMENTO: in Spagna vi è una parte autoritaria del potere centrale, ma si lascia comunque autonomia ad alcune regioni quali la Catalogna e i Paesi Baschi, in cui vi sono i fueros che comandano. Questi capi tribù baschi fanno un patto con il re. Essi giurando fedeltà alla corona ottengono in cambio una autonomia fiscale. (lo stato raccoglie tutto e poi distribuisce quando ha una forma accentrata). Per quanto riguarda i paesi Baschi quindi lo stato raccoglie i soldi ma deve dare quello che serve ai paesi Baschi per permettergli di fare i propri affari.

Oggi il federalismo fiscale consiste nel raccogliere quello che serve per il proprio territorio e poi dare una parte allo stato, sempre che ce ne sia abbastanza per affrontare i bisogni dei cittadini residenti in tale parte di territorio (articolo 1117 costituzione italiana).

La Spagna è uno stato centralista forte, costituisce un impero cattolico (nel 1482 ci sarà la cacciata degli arabi e degli ebrei). Si attua in concreto una economia che sfrutta ori dalle colonie, che poi vengono fusi in patria e quindi la Castiglia diventa ricchissima. Si crea un’imprenditoria forte che giungerà fino all’ottocento.

Nel 1713 viene emanato il DECRETO DI NOVAPLANTA, il quale sancisce la perdita della autonomia della Catalogna (il re di Spagna è anche conte di Barcellona). La Catalogna quindi nel seicento ebbe un crollo perché il porto di Barcellona era meno importante degli altri e a ciò seguì anche una certa decadenza culturale della Catalogna. Il catalano rischiò di diventare una lingua di secondo rango, ma ciò non è successo perché vi è sempre un governo centralista con un’apertura alle autonomie locali.

Nel 1771 viene emanata una costituzione federale mai entrata in vigore.

La Catalogna diventa sempre più ricca grazie alle industrie tessili.

Nel 1812 viene promulgata la costituzione di Cadice, tradizionalista e centralista ma con un’apertura, promette benessere.

I baschi hanno una economia molto legata alle banche (appartenenti a famiglie nobili, espressioni che vengono da fuori, ossia catalane e spagnole, non basche, non come invece avviene in Catalogna in cui tutto è in catalano). I baschi hanno poca influenza economica sulla Spagna. Le banche catalane invece oggi stanno diventando molto importanti. L’economia catalana è sempre stata forte da sola, ha contribuito alla modernizzazione della Spagna, per questo vi era il timore che diventasse troppo autonomista. Allora Madrid si chiude e diventa regionalista (dai socialdemocratici ad una lega di destra). I paesi baschi e la Catalogna sono conservatori per quanto riguarda il nazionalismo e le proprie ragioni, anche se hanno un’apertura per il rinnovamento delle istituzioni.

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