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martedì 24 giugno 2008

La Seconda Repubblica francese: impero autoritario e bonapartismo

In Francia la Seconda Repubblica inizialmente ha contenuti democratici ma poi subisce una involuzione di tipo conservatore. Il suffragio universale vede garantito il voto anche ai cittadini che si dimostrano essere conservatori.


La costituzione della seconda repubblica si basa sul modello presidenziale
(come negli USA) ed il primo presidente della Repubblica Francese è LUIGI NAPOLEONE. Inizialmente egli accetta le regole costituzionali della seconda repubblica, ma poi emerge un conflitto sempre più forte tra il presidente ed il parlamento.

La questione si complica sul mandato presidenziale e della sua durata, in quanto dalla costituzione erano previsti 4 anni ed il mandato non era rinnovabile. Luigi Napoleone invece vuole varare una riforma costituzionale che rende rieleggibile il presidente per poter ancora rimanere al potere.

Al rifiuto del parlamento Luigi Napoleone fa un colpo di stato il 2 dicembre 1851. La Camera dei Deputati fu invasa dalle sue truppe. Un anno dopo si ha quindi la fine della seconda repubblica ed inizia il SECONDO IMPERO che occupa la storia francese dal 1852 al 1870 e che vede come sovrano assoluto Luigi Napoleone che diventa NAPOLEONE III l’Imperatore.

Si attua quindi il BONAPARTISMO, il sistema di Napoleone III, sistema che si reggeva sul carisma del capo dello stato che amava il rapporto diretto col popolo per legittimare le sue scelte politiche. L’istituto simbolo di tale politica fu il plebiscito, al quale ricorse frequentemente. Quando c’era da prendere decisioni importanti, Napoleone prima le prendeva poi chiamava il popolo alle urne. I francesi in ogni occasione hanno sempre dato ragione all’imperatore sulle decisioni prese (la Camera dei deputati).

La costituzione dell’Impero prevedeva un sistema politico al cui vertice vi era l’imperatore, ma c’era anche un parlamento bicamerale (composto dal senato, non eletto dal popolo ma di nomina imperiale, e dal corpo legislativo o camera dei deputati, eletto a suffragio). Il corpo legislativo non aveva neanche il potere di proporre delle leggi, il potere di iniziativa legislativa era nelle mani dell’imperatore, istituto assoluto dell’impero.

Il secondo impero francese è caratterizzato da due fasi: dal 1852 al 1860 si ha un impero autoritario, dal 1860 al 1870 si ha un impero liberale. Nella seconda fase Napoleone III rende il sistema politico dell’impero in un sistema parlamentare, vengono accentuati i poteri legislativi del parlamento.

Il sistema napoleonico era un sistema particolare di gestione della vita politica che reggeva sul sistema del plebiscito come ricorso alle masse. Napoleone si candidò con il PARTITO DELL’ORDINE, composto dal mondo tradizionale, conservatore e legato alla chiesa, era quindi uno schieramento sostenuto dalla Chiesa. Proprio il rapporto con la Chiesa romana fu l’elemento caratterizzante della politica di Napoleone III. In politica interna viene aumentato il peso della chiesa nell’istruzione. Vi è libertà d’insegnamento, permettendo alla chiesa di avere un ruolo forte nell’insegnamento.

Napoleone III è il protettore del papa e dello stato pontificio, intervenne unilateralmente a favore del papato sulle mire dell’Italia sullo stato pontificio (sconfitta di Garibaldi a Mentana).

Alcuni provvedimenti permisero alla Francia di avere uno sviluppo economico attraverso una serie di misure come le opere pubbliche e le infrastrutture permettendo la libera iniziativa in ambito economico di tipo liberista e permettendo la nascita di un sistema bancario molto sviluppato. Il simbolo è il CREDIT MOBILIER, una banca specializzata nei prestiti a lunga scadenza, cioè una banca che dava finanziamenti ai privati per mettere su attività economiche.

La fine del secondo Impero avvenne nel 1870 con la sconfitta contro la Prussia che segnò la fine di Napoleone III.

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