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domenica 24 agosto 2008

Ma vi siete chiesti il vero motivo sul perché Napolitano ha firmato il lodo Alfano?

Le solite parole, le solite polemiche inutili fine a se stesse tanto per inquinare maggiormente la politica italiana. Berlusconi e le sue leggi ad personam, Berlusconi nemico dei comunisti, Berlusconi il nuovo Duce, Berlusconi il mafioso, Berlusconi di qua, Berlusconi di là.

Ora, come se non bastasse, ad alimentare le polemiche è subentrato il lodo Alfano, che è stato approvato, firmato e promulgato dal presidente della Repubblica. Apriti cielo, polemiche dietro polemiche, ha firmato, è in accordo con il governo, si è alleato con Berlusconi, anche lui è passato dall’altra parte, le solite affermazioni giustizialiste di Di Pietro ad abbellire il tutto, ma dico, gli italiani si ricordano comunque che Napolitano è comunista vero? O se lo sono scordato? Va a finire che è di Forza Italia ora, se si arriva addirittura ad affermare stupidaggini del genere, significa che l’Italia è arrivata al capolinea per davvero.

“La riforma della giustizia è necessaria anche sotto il profilo della ridefinizione delle regole ai fini di equilibrio nei rapporti tra giustizia e politica. Ora è divenuto palpabile il rischio che si ricada invece in un clima convulso di chiusura e di scontro nei rapporti politici ed istituzionali: non è quello che il paese vuole e si aspetta, non è quello di cui il paese ha bisogno nell’attuale situazione, complessa e difficile, che richiede innovazioni e riforme, in uno con risposte concrete ad esigenze scottanti. Innovazioni e riforme tanto più produttivamente perseguibili e attuabili quanto più si eviti il muro contro muro nel Parlamento e nella società. Ci si fermi dunque, sulla china pericolosa dell’esasperazione dei rapporti tra maggioranza e opposizione. “

Parole di una persona che ha avuto tante cariche importanti nella sua carriera politica e sicuramente un uomo che ha vissuto e sa parlare al momento opportuno. Significa che è diventato berlusconiano forse? Volere una concreta riforma della giustizia significherebbe questo?

La storia che Berlusconi si fa le leggi per se oramai non fa nemmeno più ridere in Italia, poteva andar bene qualche anno fa forse, ma ora, nonostante finalmente si è riusciti a mandar via dal parlamento la classe comunista, le polemiche continuano. Del resto, voglio dire, il potere della democrazia sta proprio nell’eleggere i propri rappresentanti, se i rossi sono stati mandati a casa, ci sarà un motivo oppure no?

Ma non voglio continuare con inutili discorsi politici, preferisco essere un tecnico e attenermi ai fatti concreti, come sempre. Per questo giungo al nocciolo della questione.
Vi siete realmente chiesti perché il pdr ha firmato il lodo Alfano? Avete mai letto la costituzione italiana? Avete mai studiato un po’ di diritto costituzionale? Sapete come viene promulgata una legge in Italia?
Quando avrete una risposta concreta a questa serie di domande vi renderete conto che in realtà Napolitano aveva ben poco da fare in un piccolo campo di azione e che soprattutto sarebbe stato inutile opporsi o creare ulteriori tensioni tra maggioranza e opposizione.
Questo per una serie di motivi:
L’articolo 89 del testo costituzionale afferma che nessun atto del presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.
In realtà basterebbe già questo per far capire che i poteri del pdr sono limitatissimi ed egli ha soltanto una funzione notarile su quello che fa un governo o un parlamento. Non ha il potere di un De Gaulle in Francia o di un cancelliere tedesco, ma sembra un residio monarchico che in fin dei conti serve a poco.

L’articolo 71 poi afferma che l’iniziativa delle leggi appartiene al governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi e enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Ossia, è un potere ed una iniziativa squisitamente politica, il presidente della Repubblica non ha nessun ruolo in questo, non fa assolutamente nulla. E’ un semplice notaio. E da notaio non può fare altro che firmare e star zitto.

Ma allora che lo teniamo a fare? Ebbene, può decidere di non firmare e emanare una sentenza monito per spronare il parlamento a cambiare la legge esaminata. Tutto qui. La legge torna nelle mani del mittente, questo ne apporta una breve modifica e poi la rimanda al Colle. E il pdr firma, tace e non può fare altro. In Italia questo significa rispettare la costituzione, io oserei dire che però è semplicemente un effetto boomerang. Il capo dello stato può decidere di non firmare ma o prima o dopo avrà l’obbligo di farlo, perché il potere legislativo è in mano al parlamento e non nelle sue mani.

Pertanto, è inutile fare polemiche stupide sul fatto che un presidente comunista come Napolitano abbia firmato una legge che una certa parte politica considera ad personam, perché non è un problema del presidente della Repubblica modificare e cambiare le leggi (purtroppo) ma è compito del parlamento. E il Parlamento italiano è eletto dal popolo.
Ergo, se una legge è considerata sbagliata e si creano zone di tensioni tra le istituzioni e i cittadini, la colpa la si deve andare a cercare nelle urne elettorali (se di colpa si può parlare). Questa non è una affermazione di populismo né una esortazione ad esso, è semplicemente realtà.

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