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giovedì 28 agosto 2008

La Russia alla fine del Quattrocento

RUSSIA:
• Non è ancora entità statale ma agglomerato di grandi feudi principeschi; monaci bulgari vi avevano diffuso il cristianesimo ortodosso e l’influenza religiosa di Costantinopoli-Bisanzio aveva aperto alla vasta regione la cultura proveniente dal tardo Impero latino. Dal regno dell’Orda d’oro il principato di Mosca (Gran Principato) acquisì una supremazia tra tutti gli altri principati russi ed era incarico di riscuotere i tributi tra gli altri feudi cristiani e i benefici economici che la portarono a prevalere culturalmente e politicamente, diventando centro politicamente unificante della Russia.
• Ivan III (1462-1505), attuò una politica espansionistica verso occidente, cercando di assoggettare la Lituania prima con la politica dinastica (facendo sposare sua figlia Elena col gran duca Alessandro di Lituania) poi militarmente. Questa rapida espansione territoriale era stata pagata essenzialmente dai grandi principi della Russia centrale.

• Il potere dei feudatari (boiari) venne poi ridimensionato sia con la forza, sia istituzionalmente, riducendo (ove non eliminando) le assemblee dei consigli oligarchici a funzioni meramente consultive.
• Giovò enormemente al nuovo Stato ed al suo assetto interno, la caduta di Costantinopoli (1453) in mano turca. Ivan III sposando Sofia Paleologo (nipote dell’ultimo imperatore romano d’oriente, Costantino XII) si propose come il nuovo legittimo imperatore (Caesar, Czar) e Mosca divenne “la terza Roma” e l’intera area europea dove s’era diffuso il cristianesimo greco-ortodosso diventava politicamente permeabile all’influenza moscovita.

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